San Blas

da Mario,
oggi è il secondo giorno di questo stupendo arcipelago.  Inutile cercare di descriverne le bellezze i colori e gli ambienti che si incontrano perchè bisogna venirci e basta…..purtroppo non possiamo mandare foto perche non riusciamo a ridurle, lo faremo quando possibile…il secondo giorno stavo dicendo, l’arrivo  in perfetta sincronia con la altezza del sole, necessaria per vedere i passaggi nel reef….pratiche doganali all’isola di pervenir, e disbrigo delle abitudini locali delle donne Kuna che venute sottobordo con la canoa, sono salite a bordo su ns invito con le mercanzie. Soltanto uno di noi ha fatto acquisti, per potersi alternare al prossimo abbordaggio.   Siamo poi andati a visitare il loro villaggio, che copre di capanne, per altro freschissime tutto lo spazio dell’isolotto,ma anche protraendosi in mare con la prima serie di capanne su palafitte.  Abbiamo fatto qualche spesa alimentare in una specie di bottega, e ci siam fatti aprire un bel cocco…. a proposito dei cocchi, come per le banane di Benigni “non toccategli i cocchi” perchè si inquietano, loro ne fanno gran commercio e soltanto di quelli caduti a terra non gli tagliano dalla piamta, hanno rispetto del loro ambiente, a parte un pò con i rifiuti, che ammassano in qua e la.   Tornati alla barca decidiamo di andare verso Cicimè un’isola indicataci da Bobo un charterista italiano conosciuto in dogana, che ci ha detto di una  festa la sera stessa.  Ormeggio tra due isolotti, che per disagio nei confronti degli assenti non mi sento di descrivere, giro a piedi, siamo attirati da una canoa che ci mostra il pescato considtente in paraghi di 2/3 kg ciascuno….ma noi la sera avevamo la festa, come si fa…poi ce li anno fatti rivedere ancora più da vicino e ce ne siamo fatti convinti che la festa l’avremmo fatta si, ma ai paraghi,,,però ne prendiamo solo uno è grosso, si sciupa…ma che si sciupa!!!! è fatta, 10 dollari e via,,,però ora ci siamo posti il problema di come “comidarlo”, non entra neanche nella cucina della barca, ne parliamo con i kuna, che ci portano con la loro canoa, esperienza da brivido perchè si cappotta facile..a chi non ci sa stare, ci portano insomma dalla famiglia Kuna dell’isolotto più piccolo, con la quale concordiamo che ci cuociono sulla brace, do cocco, i pescioloni e ci preparano anche i platani fritti.
Alle 5 inpunto ci presentiamo con piatti posate e bicchieri, vino bianco e i due animali per i quali avevano gia preparato il fuoco, naturalmente all’interne della capanna…..dopo poco ci eravamo già immedesimati nelle loro usanze, sembravamo della famiglia a parte che loro sono piccini, piccini, abbiamo giocato con i bambini, deliziosi….ci hanno raccontato un sacco di cose sulle loro usanze, che queste isole sono gestite per tre mesi da famiglie diverse, il nostro Kuna ci sta sei mesi perchè sono due famiglie…… torniamo ai pesci, un apoteosi del gusto!!!!!!!! ci sembravano tanti, ne avremmo mangiati altrettanti!!!!!   salutati i nostri ospiti, abbiamo cambiato isola per la festa die naviganti, dove stavano preparando carne di maiale sulla brace e qulche teglia di pizza, ma noi non ci siamo sciupati la bocca….erano diverse persone, charteristi italiani, equipaggi charter, naviganti e stanziali delle san blas, anche una nutrita schiera di ragazzotte niente male, ma noi fatte
un pò di chiacchere e preso appuntamenti che non avremmo rispettato, ce ne siam andati in barca a ripensare alla giornata stupenda, con un bel coiba e rum.    Stamani stiamo partendo per caio Hollanses, dove dovremmo incontrare amici di amici che vivono parecchio tempo in questo arcipelago..
ps) aspetto negativo c’è un cardo bestia…….ciaooooo

ISLA  PROVIDENCIA : COLOMBIA !!!!

Arriviamo in vista dell isola verso le otto del mattino del 9 aprile e dopo otto giorni e otto notti di solo mare si avverte sempre una certa  emozione. Si vede subito il reef che circonda l’ isola e caracollando un po’ ci avviciniamo alla zona dei bassi fondali e ovviamente il mare si placa ma il vento e sempre forte e l’ondina persiste.  Decidiamo di fermarci li prima di andare in porto per fare il nostro meritatissimo primo bagno. Fondo di sabbia ma nessun pesce, anzi ne avvistiamo solo tre con una strana pinna sul dorso: bagno repentinamente terminato!!!!

Dopo pranzo arriviamo nella baia del porto ben segnalato l’ ingresso e diamo fondo in tre metri di sabbia.  L’ isola è un gioiello. Ovviamente non parlo di st barth o Antigua. E un gioiello perchè è genuina e autentica.  Avverti la distanza non solo geografica dal continente. Niente superalberghi, niente megaristoranti. Ma è laboriosa e si vede. E’ molto fornita sia di generi alimentari che di pezzi di ricambi e attrezzi per carpenteria, che per noi che veniamo da Cuba la cosa sembra incredibile!

Verso il 1950 il governo Colombiano cercando di dare una spinta all economia dell isola,  ha dichiarato questa isola e le altre di questo arcipelago porto franco, quindi i prezzi anche al supermercato sono davvero molto contenuti. Con l equivalente di 60 dollari americani abbiamo fatto una mega spesona. Qui non accettano dollari americani e devi per forza munirti di dollari colombiani. Le pratiche di ingresso si fanno da un tizo di nome Bernardo Bush che è una specie di ras dell isola e che fa da agente intermediario e alla fine delle operazioni ci chiede la bellezza di 180 dollari americani. Alle mie resistenze la cifra passa a 100 ma comunque sempre un enormità.  Ma come amo ripetere: quann si martell VATT quann si incudine STATT!!

Incontriamo subito Karl un tedesco un po strampalato che invece ci sarà molto molto prezioso.

La sera siamo distrutti dalle notti di navigazioni e crolliamo alle 9 di sera non prima di aver notato che qui il carro dell orsa maggiore si vede al contrario e lo spicchio di luna crescente che noi vediamo verticale qui e orizzontale!!!!.

Affittiamo una golf cart che in realtà e a diesel e facciamo un giro dell isola tramite l’unica strada che la percorre per tutto il suo perimetro. Prima sensazione  la sicurezza e la cordialità degli abitanti. Tutti ti dicono “Bienvenido a Providencia”. La strada e ben tenuta e i panorami sul reff sono spesso mozzafiato.  Sono molto pittoreschi i vari pinti bucati stesi al sole e le mamane fuori dalle porte, un po come nei nostri paesi del sud, a conferma della mia teoria che i nostri antenati meridionali sono nati nelle piantagioni di cotone, perchè siamo troppo uguali a loro , o per lo meno io mi sento molto vicino, (se non fosse per quel piccolo pezzo di carne in meno!!!!!)

A proposito di cotone ne troviamo una pianta sul ciglio della strada e davvero un fiore che fa il cotone, è gia pronto ne ho conservato un po da far vedere ai miei piccoli.

Arriviamo alla spiaggia di south west bay dove in un rettangolo di circa 20 metri quadri è allestita una cucina con olio che sfrigola  e pesci sulla brace.  Arriva una barca di pescatori  che scarica una ventina  di paraghi da circa 700/880 g l’ uno e la signora della posada ce li fa scegliere e ce li fa un po alla brace e un po fritti. Vi assicuro che il fritto a dispetto di quello che potete immaginare era assolutamente perfetto e per nulla ma per nulla unto. Praticano delle grosse incisioni nella carne del pesce e poi lo friggono ma e veramente fantastico. Appena possiamo mandarvi le foto vedrete.

Platani fritti al posto del  pane e riso.  Il tutto sotto le palme e sulla spiaggia bianca. Vabbe questo per farvi un po di invidia ma vi assicuro che dalle virgin islands e cioè da pasqua 2015 che non avevo un giorno cosi!

Al tramonto passiamo a bere del vino da questo Karl che ha comprato la barca in America e da dieci anni viaggia in questi mari senza mai essere però stato sulle windward islands per capirci Guadalupe  martinica antigua e compagnia cantando.

E’ molto esperto di san blas arcipelago fantastico  dove andremo nei prossimi giorni ma difficilissimo da navigare anche per carenza di carte affidabili. L’ unica Bibbia di questo mare è un libro scritto da tale Bahaus che io dopo averlo acquistato ho pensato bene di lasciare a Firenze!

Lui ha perfezionato negli anni una tecnica a suo dire infallibile. Si avvicina al reef e quando urta con la sua chiglia di acciaio i coralli, TORNA INDIETRO!!!

Ci racconta della sua vita e del suo incidente con il  suo aereo personale  in cui ha perso la vita sua moglie e lui e rimasto ustionato per oltre il 70% ma sopravvisuto ha mollato tutto ed è andato per i mari.

Gli dico che ho dimenticato il Bahuaus a casa e lui senza esitazione ci regala il suo!! non potete immaginare il valore di quel dono. Gli chiediamo un indirizzo dive rispedirglielo e ci dice con un pò di mistero che è molto difficile rintracciarlo.

Va be oggi di nuovo sul dissalatore e riparazione del gommone che deve avere duemila buchi perchè si sgonfia a bestia. Stasera lasceremo providencia prima del tramonto e domattina dovremmo essere a isla s. Andres  dove sembra potremo fare acqua e avere assistenza per il dissalatore.

Stiamo tutti molto bene e Mario e eccitato come un bambino. Ha una carica pazzesca e qualsiasi cosa purchè sia nuova gli piace prima ancora di vederla o assaggiarla. E’ entusiasta di tutto e sta come un ragno!

Mentre sono qui i miei ragazzi e le mie ragazze si sono meritati un articolo di apertura su l ultimo numero di Panorama e un intervista su La 7 che andrà in onda domani a di martedi di Floris. Vedetelo voi per me ovviamente l’argomento e la rivalutazioni delle pensioni.

Baci ai miei pupi reduci dai trionfi alpini rientrati malconci con febbre e vomito. Povera Titti!!!!

ma ci scrivete please????

avete avuto la nostra mail??

A san adres potremo finalemente pubblicare un pò di foto.   CIAOOOOOOOOOO

 

DISSALATORE KO

SESTO GIORNO : DISSALATORE KO

Sono le 23.30, il primo turno a sto giro tocca a me. I nonni dormono. Stamattina abbiamo avuto la sorpresa del dissalatore che ha deciso di smettere di funzionare. Donato ha passato due ore in sala macchine con un caldo pazzesco a smontare e fare prove, ma ci siamo arresi. Abbiamo solo 200 litri di acqua e si laveranno i piatti con acqua di mare, come si fa su tutte le barche a vela senza dissalatore, quindi no panic, no problem.
Siamo a circa 50 mg da Providencia il nostro primo approdo e facciamo lo slalom tra scogli affioranti qui e li. Abbiamo ridotto la vela perche non possiamo arrivare di notte quindi stiamo viaggiando a circa tre nodi per arrivare con la luce del giorno per avere  piu chiara l entrata che e stretta e circondata dal reef.  Le ultime due notti sono state abbastanza tese. E’ zona di contrabbandieri che non disdegnano di arrotondare i loro traffici con assalti agli yacht di passaggio. Ecco perche siamo passati molto al largo della costa però la sera cominciano a verdersi sul radar piccole macchie che denotano la presenze di imbarcazioni e devo dire che ci fa venire un po di pipaculo come dice quel mio amico!!!

Oggi e stata una giornata davvero caldissima e il poco vento, per giunta di poppa non aiuta certo. Ci siamo ritrovati sulla tuga a prua perfettamente pulita dal salino da un potente groppo che aveva scaricato qualche tonnellata di acqua in pochi minuti e andato via come se nulla fosse, pero appunto ci ha lavato la barca e siamo stati li a goderci il tramonto e a frescheggiare. Cena leggera  con verdure al curry e riso basmati.  Siamo praticamente di fronte alla costa del nicaragua e abbiamo sfilato la costa del messico, del Belize e dell Honduras , che detto cosi suona fighissimo. In realta noi abbiamo visto solo mare e nient altro e saremmo potuti essere ovunque. Comunque domani siamo a Providencia e sono certo che sarà una bella ricompensa per i nostri sette gioni di solo mare. Dal tramonto abbiamo un ospite a bordo, una piccola rondine che orima si è poggiata sul musone di prua e poi ha piu comodamete trovato posto sui pannelli solari. Siamo molto felici di ospitarla era evidentemente stanchissima di questa traversata, un po come noi.

va be vado fuori perche  non si sa mai ci arriva il galeone di pirati a babordo!!! che poi anceh se fosse che ci faccio io , mi arrendo subito!!!

Vi ricordo che potete scriverci alla mail qui sotto e che ovviamente possiamo rispondervi e che altrettanto ovviamente ci fara molto piacere ricevere le vostre mail. Nessun allegato o foto pero solo testo. Baci a tutti ma piu di tutti ad Alle che ha fatto una garona al mio lupacchiotto alla mariona e alla titti. Mi spiace non essere con voi a sciare sulle montagne vere ma purtroppo qualcuno deve pur fare il lavoro sporco!!!! Cisi domani……. pirati permettendo!!!!

nostra mail:                  iu5dnv@winlink.org

QUINTA TAPPA: DA CUBA A PANAMA

Eccoci e scusate il ritardo!!

Oggi quinto giorno di navigazione ed è il primo con le condizioni meteo idonee per scrivere al computer senza che dopo due minuti ti venga il mal di mare o ti ritrovi sbalzato dalla parte opposta del tavolo di carteggio.

Riavvolgiamo il nastro ed in sintesi vi dico che a Cuba abbiamo fatto subito diversi lavori ad Ocean Bird che abbiamo trovato in ottimo stato (pulizia dei winch; montaggio del rollafiocco elettrico, riparazione del genoa , pulizia della carena , riposizonamento della radio SSB, cambio degli zinchi al generatore e tante altre piccole amenità che ci hanno portato via molto tempo, tanto che in citta siamo stati solo due sere). Ci siamo fatti un bel mazzo per partire il prima possibile perchè per domenica sera era previsto l’ arrivo del fronte freddo da nord che, come vi ho gia detto nelle precedenti puntate crea vento da nord che si scontra con la corrente del golfo che viene da sud e genera un mare molto pericoloso con onde alte e ripide, insomma da evitare.
Domenica mattina abbiamo lasciato la marina Hemingway . Appena usciti  tutta tela e via a sud ovest verso capo San Antonio, punta estrema di cuba di fronte allo Yucatan. La prima notte è stata veramente infernale, il fronte freddo ci ha preso in pieno e sono stato ad un passo dal precipitare nell abisso del mal di mare insieme al resto dell equipaggio . Difficle fare qualsiasi cosa.

SECONDO GIORNO:

 il mare è diminuito e durante la notte ci siamo lasciati alle spalle  capo San Antonio ed il canale dello yucatan. Abbiamo quindi  potuto mettere la prua a sud ed armare i doppi tangoni, genoa a yankee a prua così che la barca si è finalmente stabilizzata da par suo e ci ha consentito di riposare un po.

TERZO GIORNO:

abbiamo orzato verso est perche dovevamo passare franchi dai bassi fondali del capo Gracias a Dios,  il cui nome parla da solo; è costellato di bassi fondali per oltre ottanta miglia, disseminato di reti di pescatori non segnalate e di barche di pescatori senza luci notturne. Il mare da oltre 3000 metri frange in fondali di 20 metri creando onde paurose, insomma per starne bene alla larga abbiamo fatto un giro pazzesco di oltre 200 miglia a est sin quasi sotto alle Cayman (DI NUOVO LE CAYMAN UN INCUBO!!!!). Questo sarebbe anche il meno se non fosse che per l’appunto il vento veniva da nordest e poi da est e ci ha costretti a fare una faticosissima bolina bagnata, umida e piegati come non mai; noi come la barca non siamo abituati a questa andatura da cafoni. Si sa … un gentleman non va mai di bolina!!!!!

QUARTO GIORNO:

abbiamo poggiato un pò per cercare di sopravvivere. Al terzo tenativo un bellissomo dorado decide di venirsi a suicidare sulla nostra lenza e cosi con il pescato fresco il morale risale.  Marione è stato un grande con il trucco dello straccio sugli occhi appena glielo metti sopra si immobilizza. Insomam siamo delle bestie, ma il dorado era buonissimo.
Qui apro un altro fronte: mi spaice per tutti gli altri a cui viglio bene e che mi hanno accompagnato in questa avventura ma ovviamente dopo i miei figli e la vale che mi mancano di più a bordo rimpiangiamo in assoluto PAUL CAMBUSE al secolo Paolo Chiappini. E non solo perchè e l’ amico mio e mi sembra di vederlo sempre qui che si apre la sua birra e dedica il primo sorso ma soprattutto perche lui è veramente l’ elemento piu importante dell equipaggio quando c’è. Capirete che a me è toccato sostituirlo ai fornelli ed e una responsabilità enorme  oltre che una grandissima rottura di balle!!! Comunque mi sono assunto l’ onere e li sto gratificando anche se il pranzo si fa random ognumo per se e io mi do da fare per la sera.
Ho fatto dei fagioli cubani fantastici che Mario mangia a colazione a pranzo e a cena insomma sempre, il dorado  l’ ho fatto all’ isolana con pomodori e capperi, ho fatto il pane e la pizza.
Comunque abbiamo sfiorato la tragedia quando Donato cercando delle verdure ha sollevato il paiolo vicino alla cucina e un onda enorme proprio in quel momento ha fatto fare un volo di un paio di metri alla barca nel suo cavo facendo sbattere con forza pazzesca il forno il cui vetro è letteralmente esploso in migliaia di schegge per tutta la dinette. Vi lascio immaginare che vuol dire cammiare su un pavimento disseminato di vetri finissimi sbriciolati con la barca inclinata di 20/25 gradi da un lato e subito dopo dall altro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Comunque siamo ancoria tutti vivi e senza danni, ma il pane e la pizza ce lo scordiamo.

QUINTO GIORNO:

siamo finalemnte con la prua di nuovo a sud e scendiamo attraverso dei lunghi canali tra bassi fondali e reef molto pericolosi, andremo avanti cosi per circa 200 mg e arriverermo penso domani all isola di provincia, isola della colombia con coordinate 13.30 N 81.25 w .   Vi invito ad andare a vedere cosa si dice di questa isola, è bella sperdurta nel bel mezzo del mar dei caribi e speriamo ci accolga perchè ci vorremmo, dopo una settimana, fare almeno un bagno!!! Ovviamente siccome è incastonata nella barriera corallina non possiamo arrivarci di notte e quindi forse ci tocchera aspettare al largo che ci sia luce sufficientemente alta per consentire all uomo a prua di vedere le teste di corallo affioranti e comuiciarle a chi sta al timone. Un lavore de niente!!!!!

Pur avendo ripristinato la radio SSB non siamo in gardo di inviare foto, ma arrivati a providencia (se non è come Cuba, dove in tre giorni non ci è riuscito di trovare un collegamento ad internet) vedremo di sopperire.

Bacioni a tutti.