QUINTA TAPPA: DA CUBA A PANAMA

Eccoci e scusate il ritardo!!

Oggi quinto giorno di navigazione ed è il primo con le condizioni meteo idonee per scrivere al computer senza che dopo due minuti ti venga il mal di mare o ti ritrovi sbalzato dalla parte opposta del tavolo di carteggio.

Riavvolgiamo il nastro ed in sintesi vi dico che a Cuba abbiamo fatto subito diversi lavori ad Ocean Bird che abbiamo trovato in ottimo stato (pulizia dei winch; montaggio del rollafiocco elettrico, riparazione del genoa , pulizia della carena , riposizonamento della radio SSB, cambio degli zinchi al generatore e tante altre piccole amenità che ci hanno portato via molto tempo, tanto che in citta siamo stati solo due sere). Ci siamo fatti un bel mazzo per partire il prima possibile perchè per domenica sera era previsto l’ arrivo del fronte freddo da nord che, come vi ho gia detto nelle precedenti puntate crea vento da nord che si scontra con la corrente del golfo che viene da sud e genera un mare molto pericoloso con onde alte e ripide, insomma da evitare.
Domenica mattina abbiamo lasciato la marina Hemingway . Appena usciti  tutta tela e via a sud ovest verso capo San Antonio, punta estrema di cuba di fronte allo Yucatan. La prima notte è stata veramente infernale, il fronte freddo ci ha preso in pieno e sono stato ad un passo dal precipitare nell abisso del mal di mare insieme al resto dell equipaggio . Difficle fare qualsiasi cosa.

SECONDO GIORNO:

 il mare è diminuito e durante la notte ci siamo lasciati alle spalle  capo San Antonio ed il canale dello yucatan. Abbiamo quindi  potuto mettere la prua a sud ed armare i doppi tangoni, genoa a yankee a prua così che la barca si è finalmente stabilizzata da par suo e ci ha consentito di riposare un po.

TERZO GIORNO:

abbiamo orzato verso est perche dovevamo passare franchi dai bassi fondali del capo Gracias a Dios,  il cui nome parla da solo; è costellato di bassi fondali per oltre ottanta miglia, disseminato di reti di pescatori non segnalate e di barche di pescatori senza luci notturne. Il mare da oltre 3000 metri frange in fondali di 20 metri creando onde paurose, insomma per starne bene alla larga abbiamo fatto un giro pazzesco di oltre 200 miglia a est sin quasi sotto alle Cayman (DI NUOVO LE CAYMAN UN INCUBO!!!!). Questo sarebbe anche il meno se non fosse che per l’appunto il vento veniva da nordest e poi da est e ci ha costretti a fare una faticosissima bolina bagnata, umida e piegati come non mai; noi come la barca non siamo abituati a questa andatura da cafoni. Si sa … un gentleman non va mai di bolina!!!!!

QUARTO GIORNO:

abbiamo poggiato un pò per cercare di sopravvivere. Al terzo tenativo un bellissomo dorado decide di venirsi a suicidare sulla nostra lenza e cosi con il pescato fresco il morale risale.  Marione è stato un grande con il trucco dello straccio sugli occhi appena glielo metti sopra si immobilizza. Insomam siamo delle bestie, ma il dorado era buonissimo.
Qui apro un altro fronte: mi spaice per tutti gli altri a cui viglio bene e che mi hanno accompagnato in questa avventura ma ovviamente dopo i miei figli e la vale che mi mancano di più a bordo rimpiangiamo in assoluto PAUL CAMBUSE al secolo Paolo Chiappini. E non solo perchè e l’ amico mio e mi sembra di vederlo sempre qui che si apre la sua birra e dedica il primo sorso ma soprattutto perche lui è veramente l’ elemento piu importante dell equipaggio quando c’è. Capirete che a me è toccato sostituirlo ai fornelli ed e una responsabilità enorme  oltre che una grandissima rottura di balle!!! Comunque mi sono assunto l’ onere e li sto gratificando anche se il pranzo si fa random ognumo per se e io mi do da fare per la sera.
Ho fatto dei fagioli cubani fantastici che Mario mangia a colazione a pranzo e a cena insomma sempre, il dorado  l’ ho fatto all’ isolana con pomodori e capperi, ho fatto il pane e la pizza.
Comunque abbiamo sfiorato la tragedia quando Donato cercando delle verdure ha sollevato il paiolo vicino alla cucina e un onda enorme proprio in quel momento ha fatto fare un volo di un paio di metri alla barca nel suo cavo facendo sbattere con forza pazzesca il forno il cui vetro è letteralmente esploso in migliaia di schegge per tutta la dinette. Vi lascio immaginare che vuol dire cammiare su un pavimento disseminato di vetri finissimi sbriciolati con la barca inclinata di 20/25 gradi da un lato e subito dopo dall altro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Comunque siamo ancoria tutti vivi e senza danni, ma il pane e la pizza ce lo scordiamo.

QUINTO GIORNO:

siamo finalemnte con la prua di nuovo a sud e scendiamo attraverso dei lunghi canali tra bassi fondali e reef molto pericolosi, andremo avanti cosi per circa 200 mg e arriverermo penso domani all isola di provincia, isola della colombia con coordinate 13.30 N 81.25 w .   Vi invito ad andare a vedere cosa si dice di questa isola, è bella sperdurta nel bel mezzo del mar dei caribi e speriamo ci accolga perchè ci vorremmo, dopo una settimana, fare almeno un bagno!!! Ovviamente siccome è incastonata nella barriera corallina non possiamo arrivarci di notte e quindi forse ci tocchera aspettare al largo che ci sia luce sufficientemente alta per consentire all uomo a prua di vedere le teste di corallo affioranti e comuiciarle a chi sta al timone. Un lavore de niente!!!!!

Pur avendo ripristinato la radio SSB non siamo in gardo di inviare foto, ma arrivati a providencia (se non è come Cuba, dove in tre giorni non ci è riuscito di trovare un collegamento ad internet) vedremo di sopperire.

Bacioni a tutti.

3 pensieri su “QUINTA TAPPA: DA CUBA A PANAMA

  1. Marco Garofalo ha detto:

    Carissimi naviganti, mi spiace non condividere e ripartire un poco le difficoltà della quinta tappa.

    Proprio ieri parlavamo di voi con Paolone e sentivamo molto la vostra mancanza e della vita di bordo. E’ giusto e capisco la nostalgia di Cambuse. Si sa che in barca insieme al Comandante il cuoco è l’uomo più importante anche per il morale di bordo. Confido che Piero sappia fare entrambe le mansioni al meglio perché è un grande.

    Un solo suggerimento, con fondali bassi, forse è meglio salire sulla prima crocetta… Più è elevato il punto di osservazione e meglio è e poi se l’uomo issato vomita sai che spettacolo per chi sta sul ponte…

    Un abbraccio forte a tutti e BUON VENTO!

    Marcone

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  2. roberto fagnoni ha detto:

    Non son tutte rose, ma avete tutta la mia attenzione invidiosa … tranne che per i vetri in sentina ! Se non trovate un cristallo temperato potete provare con un pannello di cartongesso magari protetto da un lamierino fuori e foglio di alluminio dentro da cambiare quando si sporca. Ho visto l’isola de Providencia, veramente in mezzo al reef, le spiagge sembrano a Ovest, Fresh Water Bay ed a Sud-Ovest, South West Bay appunto che fantasia, ma a terra solo con il tender. a Nord-Est, quasi in cima, c’è un imbarcadero con bar pittoresco, ma penso che il lato Est sia poco ridossato. fatevi un bel riposone, poi rotta ad Est, sperando in un vento non troppo di Bolina: ora c’è poco da poggiare per fare i signori. Alle San Blas invece sarà da sogno. aspettiamo foto. Se vi riesce mandate la posizione regolare ogni 6 ore cosi si intuisce la velocità media (quanto fate?).
    In culo alla balena
    Roberto

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