Da Fiji a Vanuatu

DA FIJI A VANUATU

Ho lasciato OB a Fiji con il timone e ruota smontato e con il pilota automatico sulla pala non funzionante.  La ruota faceva un gioco importante, i cavi della timoniera facevano un rumore sinistro e il secondo pilota automatico quello con la catena sul pignone della ruota aveva dato più volte segni di cedimento e lavorava molto male. A ciò si aggiunga che il pilota principale quello diretto sulla pala aveva smesso di funzionare già lo scorso anno ad agosto a Raiatea.

L’ottimo  chase smith titolare del Baobab marine service di Denarau Marina ha smontato tutto facendomi notare che era tutto molto lascato anche se le due cremagliere su cui scorre il pignone della ruota era ben ingrassato e non aveva alcun problema. Interessante e salutare è stato smontare tutto, mi ha tolto una bella ansia. Ritorno a Fiji con il pilota nuovo e soprattutto con i miei ragazzi che ho voluto portare assolutamente non prima di essere certo della rassicurante presenza di Nicola Daddea, che si è immolato sapendo che sarebbe stata bella tosta in 7/8 in barca con tre ragazzi, e del medico di bordo Fabio Frediani che staranno con noi in queste 1.800 mg tra FIJI E L’AUSTRALIA CONCLUSIVE DELLA TRAVERSATA DELL’OCEANO PACIFICO.

Sulla città di  NAdi si e già espresso Marco  x noi e stato carino il mercato del pesce e quello della frutta con i banconi della cava  e dei rotoloni di tabacco dove ho comprato non il tabacco ma la prestigiosa insegna del rivenditore incredulo nel vedere che ero interessato a sborsare un somma di denaro per il suo pezzo di legno colorato !!!! I veri acquisti li ho fatti da Flavio il rivenditore di prodotti italiani consigliatoci da Mario del ristorante Bellavista di Tonga dove ho preso pecorino romano, finocchiona e parmigiano a prezzi ovviamente da gioielleria. I vini si prendono a buon prezzo quelli ottimi australiani e new zelandesi così come la pasta Barilla presente ormai ovunque e udite udite le orecchiette trovate in un market fijiano e di manifattura Australiana!!!!!

 

Il pilota è presto rimontato e dopo la prova in mare riparto molto rinfrancato. 

Prima sosta a Musket Cove dove ritroviamo la flotta in gran festa perché è il 4 luglio ed è il giorno dell’indipendenza americana. Manca il catamarano di Jo Jo Circus, il mega riccone canadese che viaggia con moglie e tre figli da cartolina e che però si è schiantato sui pericolosissimi Reef tra Tonga e Fiji.  La barca ha perso un timone e danneggiato gravemente il secondo. Anche altre barche hanno toccato terra non volendolo ma con meno danni.

Anche qui la situazione nn e semplice. Navigare all’interno dell’arcipelago delle  Malolo  Island è molto rischioso, le carte ufficiali non contano nulla, il massimo del suggerimento ti che ti danno e di affidarti a Google Earth  perchè da li si vedono bene le zone di bassa. Per fortuna riesco ad avere una chiavetta con tutti i Way point usati dai traghetti e dagli aliscafi che fanno la spola tra le isole  e solo per arrivare a Musket Cove ce n’erano almeno 18!!! Slalom tra le teste di corallo!!

 

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Musket Cove è un isola resort bellissima e nel bar principale del resort sulla trave di legno principale sono incisi i nomi delle prime barche che anni adddietro hanno partecipato ai primi rally. Immaginate la mia commozione e orgoglio nel leggere a fianco al nome di Aventura e di Jimmy Corneli quello del Gilma Express di Pasquale Gregorio, si così sbagliato senza il de. Commozione e orgoglio perché condivido un’amicizia sincera con questo uomo straordinario che ci ha portato per mano nella traversata atlantica e ci ha poi lasciato liberi di andare da soli.

 

Grande partita di pallavolo sulla spiaggia con la Maria☀️ protagonista e immortalata dai fotografi dell’ Arc in attesa dell’arrivo dello strizza cervelli di bordo, il buon Fabio Frediani. Partenza per Vanuatu, come tradizione fra le note di Volare, un po’ da panico perché partiamo all’interno del Reef e dobbiamo percorrere per tre miglia un canale largo poco più di mezzo miglio insieme ad altre 20 barche, insomma c’è da farsi del male!!               

                 

 

I primi due giorni mettono a dura prova l’equipaggio sia dei piccoli che dei grandi, mare formato da poppa e spesso incrociato  e vento sostenuto ma tutto ok, la barca e il suo nuovo pilota vanno alla perfezione e tra partite a Firenzepoli ( un Monopoli ambientato a Firenze)

e ottime cene, la notte del 4 giorno avvistiamo un forte bagliore arancione che ci preannuncia le varie esplosioni  delle eruzioni del vulcano sui monte Yasur.  La mattina del quinto giorno entriamo nella baia di Port resolution bay nell’isola di Tanna che fa parte dell’arcipelago dello stato di Vanuatu che sotto la dominazione coloniale francese si chiamavano nuove Ebridi. In questa isola ci aspetta uno dei momenti più toccanti di questo giro del mondo. Il gift day!

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