Il comandante (edito by Vittorio)

premessa mia cioè di Piero cioè me medesimo :io.

come dice Enzo sono tutti dei leccaculo questi degli equipaggi di OB nessuno ha mai il coraggio di dire veramente quello che pensa del comandante e quindi si scatenano in gare a chi lo adula di più!!! Vabbè io faccio finta di crederci e li ringrazio e ringrazio Vittorio per L splendida compagnia le belle parole ma soprattutto per l’aiuto VERO in quella notte di tempest a 50 KN e in quell uscita da Suwarrow un po’ avventurosa con lo sqwall e 40 kn da poppa!!!!

 

Titolo IL COMANDANTE

Il Comandante
E che dire del comandante Piero?
E’ per me la prima volta dopo decenni che mi trovo ad avere a che fare con un comandante perche’ ‚ fino a oggi bene o male mi sono sempre sentito responsabile della conduzione dell’imbarcazione.Piero e’ un comandante troppo operativo ( non capisco se riesce a rilassarsi); non sta’ mai fermo . O e’ impegnato nella conduzione della barca o cucina ( anche bene) fa’ anche il pane e la pizza e tanto altro o manovra le vele ( ormai le monta anche da solo ) o entra in sala motore e cambia filtri e tutto quello che e’ necessario o sta’ attento alla navigazione, annota le cose da riparare ,scrive sul forum , stimola il suo fido cuginetto a fare questo e quello mentre lui, Enzino, ha la mente in tutte altre questioni:enzoDSCF4575 nella barca ha un ruolo importante ; l’uomo tuttofare ; smonta e rimonta tutto .Mi e’mancato un po’ Lorenzo che in cucina non ci ha fatto mancare niente ; nel bello e nel cattivo tempo , senza problemi di mal di mare ; sembra che abbia anche vinto la sua battaglia contro il fumo .E marco col suo aplomb milanese di origini siciliane un po’ ruttevole; sempre corrisposto da un peto di Enzino . Nonostante ruttini e scorreggi a profusione e’ stato un bell’andare . Da raiatea a fiji circa 2000 miglia; tempeste , sole, vento ,pioggia ,mare calmo ; abbiamo veramente avuto di tutto. Auguro al nostro comandante di potere concludere il giro del mondo per poi trasferirsi nel mediterraneo e vagare per i nostri mari senza piu’ lo stress di un’organizzazione da giro del mondo; nel mediterraneo dove finalmente si potra’ rilassare ma penso che per la sua indole continuera’ a non stare mai fermo e chissa’ cosa si inventera’. E’ inoltre, un’altra delle sue caratteristiche, e’ di essere sempre positivo e propositivo
A tutti in the ass to the whale
Vittorio ( membro di equipaggio) quello in giallo nella foto per capirci!!!!

Un po’ di foto (cliccateci sopra per la didascalia)

Da Raiatea a Tonga: via Suwarrow e Niue

Neiafu, Kingdom of Tonga, 30 maggio 2018

Be scusate il ritardo ma è la prima sosta superiore alle 48 ore ed una Wi-Fi che è tutto sommato accettabile. Cercherò di ricapitolare gli avvenimenti dal 26 aprile data della partenza ad oggi ovviamente il più sinteticamente possibile.

allora partiamo per raiatea Polin4sia Francese  io e Zino e Lorenzo Arrighi New entry nel mondo di ocean bird. La barca e fuori dall acqua al Chantiere Naval dell ile immeritatamente proprio al fianco della mitica Tamata L ultima barca di Bernard Moitessier ed a una prima visita sembra tutto ok nel senso che  all interno non ci sono muffe ne acqua né insetti,  il gommone è sempre lì, ben coperto ed il motore del dinghy sempre nel gavone . Direi che è già un buon punto di partenza. I lavori da fare sono tantissimi e il caldo davvero opprimente con una umidità pazzesca a causa dei frequentissimi acquazzoni che rendono una pozza di fango tutto il terreno sotto OB dove dobbiamo lavorare.  Per fortuna per i primi tre giorni siamo in un piccolo b&b Villa Temehani di alcuni francesi molto carini che ci deliziano la mattina con una abbondante colazione con pane e marmellate fatte in casa.

Inizia la solita spasmodica ricerca dei personaggi chiave il meccanico  l’elettrico il dissalatore il tutto fare, il tizio che ci può portare in giro alla ricerca delle cose che ci servono e che nella stragrande maggioranza dei casi  non troveremo . Dopo averli individuati iniziala trattativa sui tempi per noi ovviamente strettissimi per loro impossibili da gestire. Comunque sia riusciamo in 5gg a fare la carena in particolare modo il bulbo di ghisa parecchio arrugginito e ripulito con il flex  e tante mani di copper coat la scia taci gentilmente dal Max Terragni altro italiano che sta facendo il giro con un Oceanis 50 e che era partito pochi giorni prima del ns arrivò; il tagliando al motore la riparazione del Genoa i cambi degli zinchi alla pala al generatore ma non al boiler dell acqua  calda . La girante del motore era ok mentre quella del generatore era mezza finita ed il meccanico ha recuperato molti più dei pezzi che mancavano a testimoniare il pessimo lavoro fatto dai suoi procedenti colleghi. Tagliamo ultimi anelli della catena la rigiriamo e rifacciamo i segnali per i metri 15,30,50,60,75. In questa operazione fatta sotto il sole cocente Lorenzo troppo abituato ai lavori di solo concetto si prende un a specie di coccolone colpo di sole o chissà cosa è rimane fermo per circa due giorni, MA SARÀ LA SUA PIÙ GRANDE FORTUNA SE RIUSCIRÀ A PERSEVERARE. Infatti lui fumatore incallito in questi due giorni non fuma e quando si ristabilisce ci dice “quasi quasi ci provo” e smette clamorosamente di fumare e non ha più fumato sino alla sua partenza da Niue!!!! BRAVO LORENZO!!!!! Questo è il primo ottimo risultato di questo pezzo di giro.

Comunque la barca finalmente in acqua L elica di prua ci permette di fare una manovra di uscita dall angustiassimo Marina e finalmente siamo fuori, diretti al porto di raiatea quello in città perché tra poco arriveranno Marco Garofalo e Vittorio Zunardi.

subito prima sorpresa il pilota automatico sulla pala cioè il vecchio x capirci non va aveva già dato dei problemi ad agosto ma speravo che col riposo ed il bel tempo si riprendesse e invece penso sia da estrema unzione. Comunque un vecchio sudafricano che vive li da anni e che si spaccia per elettronico si offre di aiutarci . All arrivo di Marco e vittorio prendiamo posto in banchina non prima di esserci schiantati su quella di fronte poichè L elica di prua ha smesso di funzionare proprio mentre cercavo di girare la barca in circa 35 metri . Vabbè niente danni ma prima figura di m con i partecipanti al world arc che erano pres eti in banchina!!!!!

IL sudafricano non riesce ad aggiustare il pilota ma in compenso ci ripulisce il carburatore del motore del dinghy che già aveva dichiarato forfait e ci aiuta a trovare le cinghie dell alternatore ed a sostituirle xche erano veramente finite.

Da raiatea dopo una cambusa Italia stile con supermercati francesi che avevano di tutto dagli spaghetti ai capperi ai taralli i pugliesi(!)20 mg e siamo a Bora Bora. le boe dello yacht club sono terminate e facciamo il ns primo ancoraggio su 35 ma di fondale cosa che mai avrei immaginato anche perché con 75 ma di caten…..

La brutta notizia è che il dissalatore con il motore a 24 vt dopo circa 5 ore di funzionamento smette di lavorare  la buona è che quello con il motore a 220vt funziona e fa il suo dovere.

Il 10 giugno si parte per Suwarrow con tutta la flotta ed anche un altro supermaramu di un dentista americano di 71 anni che sembra il fratello di Kirk Douglas di nome Peter!! Viaggia con la sua terza moglie che era appunto la sua ultima segretaria!!!!

Ci confrontiamo un po’ su tutto da colleghi di imbarcazione  e poi sulle note di O sole mio cantata da pavarotti tagliamo la linea di partenza. 800 mg per arrivare in un atollo assolutamente sperduto dove un tizio di nome TOM Neal  ha vissuto  da solo per 17 anni ed ha scritto un libro “ da solo 17 anni su un isola deserta” che Paolo chiappini con affannose ricerche mi ha trovato e regalato in italiano e che io ho pensato bene di dimenticare a cas!!! Scusa Paolo.

Dalla prima sera il mare abbastanza grosso e la non abitudine alla navigazione il buio e tutto il resto mettono a dura prova L equipaggio che dopo tre giorni comincia a prende il ritmo, giusto in tempo per affrontare la burrasca più forte che mi sia capitata in questo giro. La navigazione in questo punto chiamato fascia di convergenza intertropicale è sempre un po’ bizzarra o ventine o niente vento ma comunque sempre caratterizzata da impressionanti sqwall ovvero delle formazioni nuvolose di non grosse dimensioni ma che si vedono da molto lontano e recano una quantità tale di acqua preannunciata dal vento che passa dai 15 ai 30 in pochi secondi. Devi essere sempre pronto sia di giorno che di notte di giorno li vedi arrivare e puoi anticipare la chiusura della vele ( perché questo si fa si chiudono pressoché tutte le vele e si aspetta che passi) di notte ti affidi al radar che ti mostra queste chiazze minacciose. Durano circa mezz’ora e poi appena arriva la pioggia il vento smette e dopo dieci minuti di pioggia torrenziale che ti lava perfettamente la barca dal sale, di nuovo le stelle si riaprono el vele e si aspetta il prossimo.

ecco la quarta notte di navigazione diciamo che lo sqwall è durato circa 6 ore!!!! Venti a 40 nodi raffiche a 45 solo un fazzoletto ma veramente neanche 5mq di Genoa e la barca che planava a 12 nodi!!!!! Minghia!!!!!!

il problema è che con quel vento il pilota non c’è la fa e quindi ci tocca timonare il fil di ruota a me e a vittorio che praticamente anche a causa del mal di mare stava sempre a letto ma quando è stato necessario ha preso timone e si è fatto tre belle ore nella tempesta . Altrettanto io e insomma la notte è passata ma diciamo che non è stata piacevole.

SUWARROW

Al 5 gg arriviamo a suwarrow e devo dire che il passaggio di ingresso dalla pass è davvero entusiasmate. Finalmente barca ferma all ancora mare piatto nella laguna acqua bellissima bagno e sbarco sulla piccolissima isola con la canoa.

cena perfetto con Lorenzo che ci ha deliziato quasi tutte le sere e anche finalmente un po’ di vino. Esausti ci lasciamo andare chi in pozzetto chi in dimette. A mezzanotte mi sveglio da una botta di vento pazzesca la barca si gira di 180 gradi e il vento comincia ad entrare da sud ovest ovvero dalla parte più lontana della laguna e comincia subito ad alzare onda. Sentiamo dei rumori sinistri a prua e ci accorgiamo che ad ogni onda la barca si impenna e la catena da uno strattone sul barbottin e se ne tira un pezzo in acqua. Vedo i segnali del bianco continuo vuol dire che la catena e a 70 metri e tra cinque metri sarà finita. Capiamo che il salto di vento di 180 gradi ha fatto girare la catena intorno ad una testa di corallo appena sotto la barca che risulta praticamente impiccata sulla catena. Occorre fare in fretta legare la fine della catena ad una cima molto grossa filare la catena e lasciare scendere un po’ di cima tessile per sua natura più alstica e che ammortizza i  tiri. Non possiamo darne troppa però dietro di noi incombono gli scogli del reEF  con un rumore assordante che insieme alla forte pioggia sopraggiunta non ci fa sentire gli ordini a un metro di distanza.  CERCO  di non pensare a quello che ci avevano detto allo skipper briefing alla partenza: okkio al sud ovest a suwarrow xche alza onda e vi butta sul reEF. NON CAPITA QUASI MAI MA due ani fa una barca è andata a scioglie e affondata x questo motivo! Indovinate che tipo di barc e che modello era???

vittorio è molto lucido e preziosissimo mettiamo subito una stroppo alla catena per eviatìre che tiri ancora e scendo a lavorare sullla fine della catena che è nel gavoncino stagno a prua . Facciamo tutto molto velocemente risaliamo per dare catena e cima e quella cima che avevamo dato in precedenza era già stata completamente strappata dagli strattoni. Mimghiaaaaa

filiamo tutta quell poca catena e un po’ di cima non troppa perché se va giù  verrebbe tagliata immediatamente dai coralli aguzzi ma quel tanto che basta e la situazione si normalizza immediatamente. Però sono passate due ore sono completamente fradicio è ghiacciato mi spoglio e mi faccio una doccia calda. Che sollievo: Nemmeno in Corsica a gennaio!!!!

la sost ci rinfranca, il dissalatore va, il motore del dinghy così così ma nel complesso stiamo bene.  Si può rimanere a suwarrow Max 72 ore e quindi dopo due notti la mattina partiamo con il gruppo.  Prima di imboccare la pass di uscita vediamo sopraggiungere uno sqwall e devo dire faccio un grave errore di valutazione perché pensavo di fare prima e invece arriva proprio mentre passiamo il punto più difficile venti a 40 nodi motore e reEF  a pochi metri non siamo mai stati in pericolo xche il vento veniva da poppa e anche qualora si fosse fermato il motore la sola randa ci abìvrebbe tolto d impaccio ma x quel che mi riguarda è stato un grave errore xche non ti ci devi trovare. La prox volta voglio cielo terso a 360 gradi sennò rimaniamo dentro!!!

NIUE

da suwarrow sono 520 mg che insieme alle 800 già fatte sono circa 1.300 mg che x un diportista “normale” equivalgono almeno a 3/4 anni ! Ma qui L uscita minima sono 250mg.

Navigazione senza storia 520 mg poco vento bizzoso e motore. Niue è bellissima e mi ha molto ricordato l altra isola come questa sperduta nell’oceano: Providencia  nel mar dei Caraibi. Ve la ricordate Donato e Marione???  Ne ho parlato in precedenza chi vuole può tornare al 2016 la tappa Cuba San Blas

be Niue è una piccolissima isola sostanzialmente protettorato neozelandese con solo 1500 abitanti tutti gentilissimi ospitali e generosi. Ha un solo handicap non ha punti di approdo!!!! Ci si ormeggia a delle boe su circa 40/50 mt e ti accorgi della trasparenza davvero speciale del mare xche riesci a vedere il fondale, incredibile.

Niue ha il più piccolo Yacht club del mondo che ha un numero di iscritti superiore alla popolazione dell isola. Il suo acronimo e molto più famoso di quello che sembrerebbe: NYC(Niue yacht club) e non New York City!!!! Ovviamente diventiamo soci dello yacht club più piccolo del mondo

arrivi col gommone su un pontile di cemento altro circa tre metri e devi aver preparato dei cavi sul gommone perché scesi tutti ti passeranno un gancio di un grosso argano con il quale devi tirare su il gommone direttamente sull’asfalto sopra il molo!! Il tutto sperando di aver bilanciato per bene il gommone sennò cadrà di prua o di poppa e  che il motore dell’argano funzioni sennò te ne ritorni in barca!!!

a terrà tutto molto pulito senza fasti particolari ma molto dignitoso e ordinato. Portiamo le robe da una signora che ci dicono fa il servizio laundry e il marito di lei nel attesa ci coglie 4 occhi dalla Beto c’è li apre e ci fa bere con la cannuccia L acqua che esce frizzante ma veramente frizzante. Stupendo. Chiedo dove possiamo comprare del pesce e si attacca al telefono x cercare del pesce fresco xche dice quello che si vende nei negozi viene congelato dalla New zealand i pescatori prendono il pesce che vogliono ma lo tengono x se. Insomma niente pescherie. Ci trova il pesce e ci dice se volte domani lo cucinimao qui a casa e venite da noi. E quando ci ricapita!!!Affittiamo motorini e via in giro per L isola che è piena di grotte che arrivano sul mare spettacolari. La sera peter mi chiama e con aria ferale mi dice: ho le nuove previsioni ci sarà tra 5 gg una forte perturbazione su Tonga che porterà venti contrari e mare forte. Dobbiamo partire domani!!!!!!E CHE PALLE!!!!!

non ci abbattiamo e la sera passiamo tre ore meravigliose a casa di sefety e senuatu marito e moglieun banchetto sontuoso. Il pesce crudo nel latte di cocco ricavato grattando la polpa del cocco e poi strizzandola in uno strofinaccio . Ne esce il latte che viene usato un po’ per tutto. Pesce crudo a sushimi e cotto sempre nel latte di cocco.  Avevano tirato fuori i bicchieri importanti con il bordo in oro secchino. Senuatu ha 70 anni e ne dimostra 55. Il marito 55 e ne dimostra 70. Hanno tre figli tutti in Nuova Zelanda. Ci spiega che dopo L high school tuti i ragazzi vanno via in Nuova Zelanda e ci rimangono. Non ci sono reatinsull isola e si dorme ovviamente tutti senza serrature

L isola sta vivendo una importante trasformazione pur rimanendo ancorata alle proprie radici  perché è considerata la metà privilegiata dei neozelandesi nel periodo invernale e c’è solo un volo aereo la settimana e solo x Aukland. Ed e quello che prenderà Lorenzo che non arriverà in tempo a Tonga. Ecco su questo punto vorrei fare un annuncio: i prossimi che vengono in barca non facciano il biglietto di ritorno perché mettono in diffivìcolta L equipaggio e buttano via soldi perché è praticamente impossibile rispettare certe date.  Siamo in mano agli elementi e non possiamo forzare xche qualcuno rischia di perdere un aereo prenotato tre mesi prima!

comunque Lorenzo che ha  acquisito una naturale dimestichezza con le manovRe e che si è ormai perfettamente integrato nel equipaggio passando dal rapporto burrascoso con Enzo al Puro amore e difesa ad oltranza del cugino del comandante dalle angherie e vessazioni ad opera del medesimo comandante.

E qui il colpo di scena! Andiamo a fare le pratiche di uscita e la nostra risulta ultima è incompleta. Ci spiegano che non possiamo partire sono a quando Lorenzo non avrà lasciato non solo Niue ma il territorio neozelandese, cioè non prima di due giorni. Il comandante e il responsabile di ciascun componente del suo equipaggio e se dovesse succedere qualsiasi cosa lui rimarrebbe qui senza garanzie e non si potrebbe metterlo fuori!!! Spieghiamo che dobbiamo partire xche sta arrivando tempaccio che è un caso di sicurezza che va prima di tutti ma il tizio è irremovibile.  Vuol dire rischiare di rimanere ale. Le con vento forte dalla parte sbagliata insomma cosa assolutamente impossibile. Chiamiamo gli organizzatori che ci raggiungono e dopo ore di discussioni si trova L escamotage: un organizzatore dichiara che Lorenzo e sotto la sua responsabilità quindi viene scaricato come membro dell equipaggio di OB è aggregato al povero Galin uno degli organizzatori. Sono le quattro di pomeriggio e posssiamo finalmente partire. Eravamo alla Custom dalle 9.30 di mattina!!!!!

Corriamo al molo per preparare la barca e riuscire a partire prima di sera e ……….. L ARGANO HA SMESSO DI FUNZIONARE !!!!!! E che pallle!!!!!!

Dopo un ora di verifiche finalmente riparte e prima del tramonto molliamo gli ormeggi alla volta di Tonga!!!!!

NEIAFU, VAVA’U,  KINGDOM OF TONGA

Praticamente 230 miglia quasi tutte a motore. Abbiamo anticipato di almeno un giorno il brutto tempo e la mattina del 27 di maggio verso le 12 prendiamo una boa davanti al Port Refuge una baia Hurricane Hole  che serve appunto da rifugio in caso di uragani. Il fiordo di ingresso e lungo oltre 5 miglia è bellissimo con piccole isole scoglio disseminate nella baia che mi hanno ricordato quelle foto del Vietnam.

A tonga i monaci Cattolici hanno fatto un ottimo lavoro e siccome il Signore il settimo giorno si riposò, qui a Tonga la Domenica non si può fare nulla, tutto chiuso anche la dogana. Ovviamente siccome devi fare le pratiche di ingresso prima non puoi ASSOLUTAMENTE  SCENDERE DALLA BARCA quindi bandiera gialla issata e fermi in barca sino al giorno dopo.  Ah dimenticavo, scordatevi un bagno ristoratore, la baia e letteralmente infestata da meduse giganti fortemente urticanti che addirittura possono creare problemi al motore perché possono otturare il tubo di aspirazione dell acqua di raffreddamento insomma sempre un occhio allo scarico.

Vabbe di Tonga vi parlerò nel prosssimo giro sennò non finisco più per ora mi sono rimesso in pari .

Baci ai miei bambini che stanno finendo i loro ultimi giorni di scuola senza il loro Babbo!!!! Mariona mi spiace non esserci per il tuo ultimo giorno avrei voluto ballare di nuovo con suor Marcella!!!!!

 

 

LE MARCHESI:UNPARADISO. I MARCHESIANI POPOLO PIENAMENTE CONSAPEVOLE DI VIVERE IN UN PARADISO 

CS6R1924E insomma dopo il trans le cose si sono un po’ aggiustate. HIVA OA l’isola dove siamosbarcati è un centro abbastanza vivo. CI sono uno o due ristoranti, la posta, la banca, il campo da calcio, il campo di bocce enorme, la base militare, tutto curato e pulito. ATmosfera rilassata e di assoluta sicurezza. dal porto al paese c’è una passeggiata di circa mezz ora che sembra l interno di un giardino botanico: hibiscus, buganvillee, frangipane profumatissimi, e non parlo di piante come siamo abituati a vedere noi, ma di alberi enormi. E poi alberi di limoni, di pompelmi enormi, alberi del pane, banani e manghi. Manghi immensi secolari enormi bellissimi ma … anche qui la stagione è appena finita e quindi niente manghi. Sarà questa la costante dell isola un tappeto verde con montagne che raggiungono anche i mille metri tappezzate di alberi fioriti e alberi da friìutta. TErminate le formalità di ingresso facciamo subito la obbligatoria visita al cimitero ove riposano Gauguin e Jacques Brel e al museo di Gauguin. Incontriamo una donna taxista che ci scorrazza per il piccolo paese e sopratutto ci fa conoscere alcuni alberi di frutta a noi sconosciuti. Qui tutte le donne portano sempre, cambiandolo magari più volte Al giorno perché siano sempre freschi, dei fiori di frangipane o di hibiscus nei capelli. Le chiediamo di portarci e comprare la frutta dove la compra lei è scoppia a ridere dicendo che lei non la compra – dopo di che imbocca una strada in salita e dopo essere passata dalla chiesa a chiedere qualcosa al padre che è il diacono ci fa scendere dalla macchina in una zona sotto la montagna dicendoci che quello è il loro campo. Tira fuori tre grossi sacchi di iuta e ci chiede di seguirla non prima di aver impugnato un affilatisimo macete. Procediamo in questa vera e propria giungla in salita con lei che a dispetto del suo fisico tozzo e ciccione risulta agilissima nell inerpicarsi. Dopo un quarto d ora giungiamo in una piccola pianura tutta ben curata con una fontana d acqua fresca e un giardino che sembrava un eden: ci fa cominciare a raccogliere dei pompelmi grandi come angurie, frutti dell albero del pane, degli altri frutti di cui non ricordo il nome tra l’ arancione e il giallo ma buonissimi , Licys alberi di licis che si spezzano dal peso, banane, papaie, avocado, fruit passion, e persino peperoncini. Riempiamo le sacche e per ogni frutto ci spiegava una ricetta per il pompelmo la marmellata per l’albero del pane il modo di cucinarlo etc.

Insiste per farci salire ancora più in su e ne valeva veramente la pena. La vista era magnifica: sulla sinistra un picco di montagna verdissimo con un sottobosco di palme d altura che nn avevo mai visto, a destra l oceano! Comunque è veramente inutile che cerchi di spiegarvi com era tanto non renderei l idea. E in quel momento le dico ” upu ( il nome della nostra tassista e ormai guida) ma questo è un paradiso! E lei molto serenamente mi risponde : lo so, noi viviamo in un paradiso.

Insomma è nata un amicizia. Ci ha presentato marito figli e padre.

OVviamente cerco il colpaccio e le chiedo prendendola alla lontana se ci sono delle famiglie che fanno da mangiare tipico marchesiano e ospitano nelle loro case. DApprima dice che proverà a chiedere a qualcuno ma dopo l ennesimo consulto con i familiari ci dice che può organizzare lei la cena per l indomani sera!!!!!

Il giorno dopo abbiamo fissato per fare il giro dell isola per arrivare praticamente dalla parte opposta e vedere la zona dei TIKI ovvero delle grandi statue di pietra che raffiguravano i loro dei. TRe ore anda e tre ore rianda in mezzo alla foresta pluviale su strade impervissime in una giornata di pioggia battente, ma ne valeva la pena. ABbiamo attraversato alcuni villaggi nati in prossimità di un insenatura sulla costa costituiti da non più di 10 -20 case con gli abitanti dediti alla pesca e alla raccolta del cocco che viene messo su enormi grate coperte posizionato sopra per da un tetto su rotaie a seccare. Appena piove il tetto viene spostato sopra la grata e il cocco continua ad asciugarsi verrà usato ci hanno detto soprattutto per le creme solari. DOpo la sosta a questo piccolo tempio con il tiki più grande della Polinesia ci fermiamo sul retro della chiesa cattolica e lei tira fuori dalla sua borsa frigo qualcosa come un chilo di tonno rosso crudo con ginger cipolla e olio. Non mettono il limone xche lo farebbe cuocere e loro lo mangiano crudo. Pulisce due avocado mescola il tutto affetta due baguette evvvaiiiiiiii !!!!

SUlla strada del ritorno abbiamo cercato di approfondire con lei la questione dei tanti omosessuali dell isola e ci ha confermato che non c entrano assolutamente nulla i retaggi di una antica cultura matriarcale ma che semplicemente nascono così, ” e la natura!”

La sera benché ancora sazi dalla chilata di tonno crudo ci vengono a prendere al molo con due macchine una guidata dalla fidanzata del figlio che indovinate come si chiamA?????? FALCHETTO CHRISTA!!!!! Il nonno era italiano giunto qui nelle lontanissime marchesi prima della seconda guerra mondiale e prima di morire in quella guerra ha pensato bene di generare sette figli che hanno riempito di falchetti le marchesi.

Cena sontuosa marchesiana con circa 15 persone sedute sulla lunga tavolata imbandita e con il sottoscritto invitato a fare la preghiera prima dell inizio, alla presenza del vecchio padre diacono della chiesa locale. Il marito di upu e francese ed e a HIVA OA da quando fece il servizio militare . In Francia la regola è un anno di servizio militare in Francia o due nei territori di oltre mare. Lui ha scelto di stare due anni al sole ci ha detto e non è mai più rientrato. In 30 anni che vive lì è tornato in Francia solo una volta., perché ci ha detto “qui è un paradiso e il paradiso non si lascia”

Upu fa dei bellissimi quadri con la sabbia dei tatuaggi tribali maori e ne ho acquistato uno con quelli dei Pizzetti delle donne maori che vi farò vedere appena riavremo la linea come si deve, non presto quindi. Prima di lasciarci upu mi prende in disparte e vuol farmi vedere la foto di suo fratello che vive a Parigi e mi mostra la,foto di una donna con lontane sembianze mascoline dicendomi che anche nel caso di suo fratello la natura ha deciso così!!!! Insomma davvero poca discriminazione nei confronti del terzo sesso e serena accettazione del fatto che se la natura decide vuol dire che va bene così. Resta il fatto che non è normale un così alto numero di “errori” della natura su numero così basso di popolazione. C’è sicuramente qualcosa che ci sfugge. Insomma serata bellissima finita con baci e abbracci e domani si parte per la mitica FATU IVA

 

HIVA OA ISOLE MARCHESI. TERRA DOPO 20 GG E 23 ORE. LA NOSTRA COCONUT MILK ROUTE E FINITA

.
E finita! Alle 10,57 del 21 marzo 2017 dopo 20 gg e 23 ore di navigazione e oltre 3.300 miglia percorse cioè 400 in più rispetto alla linea diretta, eccoci giunti insieme alla primavera a HIVA OA la prima delle isole dell arcipelago delle marchesi così chiamato dal suo scopritore nel 1595 dallo spagnolo Alvaro Mendana in onore della marchesa di mendoza moglie del viceré del Perù. Nel 1774 vi arrivò cook e nel 1842 i Francesi.
Siamo arrivati dopo una notte al cardiopalmo dopo aver superato tre o quattro barche negli ultimi due giorni. È stata una notte d estasi con un cielo iperstellato una brezza di 15 kn la barca che filava come su un binario a 7 nodi dritta e silenziosa. Nessuno voleva andare a dormire e i turni sono completamente saltati. Alle 5 del mattino mi sono ritrovato solo in pozzetto e sul far dell alba ho intravisto la silhouette dell isola. CI siamo ritrovati a 15 miglia dalla finish line in cinque barche dopo 3.300 miglia. Fantastico. Tra l altro quello dietro di noi era thaistlai come skipper il famoso chris Tibbs che al briefing della partenza dell ARC ci fece la lezione proprio sulla navigazione e la sicurezza in oceano. Insomma un autorità della vela oceanica e trovarcelo alle spalle ci ha inorgoglito come non mai. Prima della finish line ci siamo parlati al VHF e ci ha fatto i compimenti!!! A noi???!!!

Tagliata la linea di arrivo siamo tutti scoppiati in un pianto di estrema commozione e felicità indescrivibile. Siamo entrati nella baia sulle note del nessun dorma (all alba vinceraaaaaa) della turandot cantata da Pavarotti e sparata sull altoparlante con le barche già alla fonda che applaudivano e noi applaudivamo loro è stato un Tripudio. IL rally control che ci comunicava l avvenuto,passaggio della finish line dicendoci “ocean bird congratulation You crossed the finish line. WELCOME IN FRENCH POLINESIA Davvero intenso!

La traversata ha confermato il suo nome. E chiamata infatti COCONUT MILK PASSAGE, cioè la traversata nel latte di cocco. Ed in effetti è stata davvero memorabile lunga, molto lunga ma con venti tutto sommato costanti e mai intensi con grossi squalls nella fascia di convergenza intertropicale ma dai 7 gradi sud in poi tutto assolutamente tranquillo. La barca ha retto bene e questo a conferma del grosso lavoro di manutenzione su tutte le manovre e in particolare sulle drizze che ci avevano mollato in Atlantico. Vuol dire che abbiamo lavorato bene. Niente avviene per caso.

Abbiamo pescato il giusto ma perse le prime due esche di dimensioni piccole , le grandi sono state divorate da grossissimi predatori che o ferravano la lenza e dopo poco strappavano tutto oppure addirittura tagliavano di netto la lenza senza neanche far partire il mulinello. Insomma l ultima l abbiamo persa a circa 100 mg dalle isole e quindi finita la,pesca. LA qualcosa e anche per certi versi positiva così evitiamo di incorrere nel pericolosissima infezione intestinale della CIGUATERA malattia che colpisce chi mangia pesci che si nutrono di alcune alghe tossiche della barriera corallina. Provoca fortissimi dolori intestinali, febbre alta, senso di bruciore alle mani e ai piedi, ed e davvero pericolosa e i sintomi durando anche sino a due mesi. Insomma una iattura. Qui quindi il pesce evitate di pescarlo e comunque fatelo vedere ai locali come si fanno vedere i funghi. Donato è stato un vice comandante perfetto Enzo ha portato il suo buonumore un po da Er piuttosto e Nico la sua freschezza e curiosità oltre che un pezzo di Vito. PAolo ….. tutto il resto!!!

Appena giunti in porto e scesi a terra abbiamo trovato un comitato di accoglienza di donne polinesiane che ci hanno messo al collo la mitica collana di fiori freschi e profumatissimi. È vero, la tradizione delle collane di fiori resiste ancora. Ho detto donne ma non è completamente vero. Infatti mentre la prima di queste mi bacia e mi metteva la collana ero un po’ interdetto perché mi ricordava un po’ ” u granatiere” noto trans delle cascine anni 90 brutto e muscoloso. Ed infatti a guardalo meglio sembrava un trans a tutti gli effetti. Con la mia solita discrezione ho chiesto subito ad uno degli organizzatori che mi ha confermato la natura mascolina del soggetto spiegandomi che in queste isole sono molto molto diffusi poiché essendo originariamente una società matriarcale il patrimonio andava alla prima figlia femmina e che tutte le famiglie che non avevano una figlia femmina facevano del primo maschio una femmina appunto. Indagherò più a fondo su questo aspetto della civiltà marchesiana però c…o proprio il travesta mi doveva accogliere dopo 20 gg di mare???????
Ovviamente qui internet è una chimera quindi non so quando potremo pubblicare questo articolo i prossimi è un po’ di foto. Voglio ringraziare pietro valente che ci ha aiutato nella pubblicazione delle news durante la traversata e il mitico Roberto Fagnoni che ci ha seguito costantemente e che ancora non riusciamo a chiamare xche anche i telefoni sono ballerini. Rob di la verità ti sei un po’ pentito a non essere venuto vero??????
Vabbè vedo di trovare le cartine x intendente e andiamo alla scoperta dell isola. 

Baci a tutti ma più di tutti ai miei bambini e più di tutti ala mariasole che è arrivata seconda alla sua gara di sci. Brava marionaaaaaaaaa

17 A giorno di navigazione. venerdi 17. troppi 17:giorno nefasto!!!

Posizione:

09036.924 S
131032.335 W

 

Ecche vi devo dire? ci crediate o non ci crediate qui da noi a 500 mg dall arrivo il giorno 17 venerdi e stato giorno nefasto!

Verso mezzogirono mentre facevo il mio “ten minutes check” cioe il controllo dell intera barca da poppa a prua esaminando tutti i punti sensibili sembrava tutto ok quando alzando lo sguardo verso l albero di mezzana in genere il piu trascurato, mi si e gelato il sangue. Un grosso squarcio di piu di mezzo metro era presente all altezza dei due terzi della vela dalla balumina verso l’inferitura. Do l’ allarme ammainiamo subito la vela e perdiamo immediatamente quasi un nodo di velocit`. Non e chiaro come mai si sia aperta in quel punto non e un punto di usura ma probabilmente doveva esserci una piccola apertura che non abbiamo visto e ha prodotto un taglio ben piu largo. Tiriamo fuori il kit di riparazione vele cioe ago e filo specifico, ma ben presto ci
rendiamo conto che riparare una vela cucendola senza sapere come fare ( non essendoci a bordo Pietrino Valente il figlio di Donato che invece avrebbe fatti tutto benissimo!) puo produrre danni irreparabili alla stessa e allora optiamo per una piu semplice
e meno invasiva applicazione di una doppio strato di strep per vele. Vuol dire lavare bene il punto della rottura sgrassandolo e lasciandolo ben asciugare e poi applicare il nastro con attenzione schiacciando bene appena posizionato in modo da farlo ben aderire ed evitare bolle di aria. Applichiamo un doppio strato da ambo le parti e riissiamo. Sembra vada bene e tenga e ripartiamo. IN tutto circa tre ore di lavoro. che per fortuna ci hanno fatto passare il pomeriggio velocemnte. Verso le sei il vento cala e cambiamo il gennaker pesante con il leggero ma ha continuato a scendere ed e stata una notte terribile con la barca che con poco vento era in preda alle onde che ci sballottolavano da destra a sinistra inesorabilmente in un valzer scoordinato e intermi
nabile. In piu i groppi che si susseguivano e che generalmente fanno aumentare la direzione del vento senza mutarne troppo la direzione, facevano invece in questa bizzarra notte rotare il vento di 90/100 gradi con vele a collo e incaramellate e rotta ver
so nord!!
All alba con il nuovo giorno ( 18!) miracolosamente il vento e aumentato e si h riposizionato da ESE con circa 15/18 Kn e quindi siamo rinati a nuova vita!!

A proposito ma lo sapete xche il 17 porta sfortuna? La tradizone viene dai tempi dei romani quando in numero 17 si scriveva XVII che anagrammato dava la parola latina VIXI cioe vissi insomma ho vissuto e quindi ora sono morto ! ed ecco perche portava sfiga.
La prossima volta che mi trovo in pacifico il 13 vi diro perche porta sfiga anche quello!

Mentre scrivo siamo a 439 mg dall’ arrivo e devo dire che non vediamo lora.
Vi tengo aggiornati sugli ultimi sviluppi.

Baci solo a miei bambini,

Piero

 

NEL MEZZO DEL CAMMIN DI NOSTRO OCEANO… Undicesimo giorno di navigazione

Day 11

13/03/2017

Siamo a metà!

Percorse 1700 miglia effettive ma solo 1480 nm verso la nostra meta. Grandi festeggiamenti su tutte le barche e qui da noi orecchiette hand-made con cacioricotta e primitivo di manduria!!! Siamo proprio meridionali inside!
Essere a metà può essere un sollievo ma in realtà è il momento piu difficle della traversata. Tutte le attrezzature cominiano a soffrire l’ usura e gli sforzi da troppo tempo, le scotte cominciano a usurarsi nei punti di maggiore impiego, le drizze lo stesso, cosi come le sartie  e tutti gli strumenti elettronici e non. Ecco perchè ogni sei ore modifichiamo il punto di scotta lascando un po le vele o cazzando e tiriamo giù il gennaker per controllare  la drizza in testa d albero che a volte abbiamo trovato usurata da uno sfregamento, immediatamente fasciata e messa in condizioni di lavorare per bene. Abbiamo ridotto i consumi di acqua perche il dissalatore a 12 volts è andato e per fare acqua abbiamo necessità di accendere il generatore con relativi consumi di carburatnte che invece è prezioso per consentirci l’ atterraggio alle Marchesi che molto probabilemnte avverrà a motore.
Le pompe del bagno in entrata non funzionano più e quindi dobbiamo usare l’ acqua dolce.  Da due giorni Enzo e Donato stanno armeggiando e ancora non trovano la soluzione c’è  aria nelle pompe ma non riusciamo a capire da dove arrivi.
Noi invece non ci siamo ancora usurati! Le giornate vanno via tutto sommato velocemente. Dopo i primi quattro giorni da incubo senza una bava di vento e con il motore 24 su 24 finalmente il vento ci sta accompagando egregiamente e ci siamo stabilizzati su una media di 180 miglia al giorno. Certo questo pacifico non è l’ Atlantico, è molto più bizzoso  e mutevole e ci regala sempre onde incorciate che non sono il massimo. Abbiamo avuto tre  quattro giorni con andatura al lasco tutti invelati con gennaker leggero randa balloner di mezzana e vela di mezzana. Da altrettanti giorni siamo invece con le vele tangonate a prua gennaker pesante e genoa, filiamo come dei siluri!! La barca è molto stabile tanto che spesso ti rilassi perchè sei convinto di essere in porto e lasci li il tuo bicchiere o la pentola del sugo e quando arriva il treno di onde malefico al traverso che ti abbatte  parte tutto ed è un inferno.
Le giorntate vengono scandite da i due appuntamenti fondamentali con la cucina di paolo  che sta dando veramente il meglio. Abbiamo pescato un tonnetto e un dorado, oltre che allamare un enorme marlin che abbiamo visto saltare sotto la poppa con la sua enorme spada e poi romper il cavo d’ acciao  della lenza e andarsene via. Meglio cosi  la matnon si poteva rischiare di tirarlo su ancora vivo perchè dimendnadosi con la spada avrebbe fatto una strage! Poi era veramente enorme!
La mattina  troviamo la coperta disseminata di pesci volanti che quando il mare è piu agitato saltano sull onda e piombano in pozzetto. Poiche sono davvero tanti con Paolo abbiamo pensato di farci una zuppa ed è venuto fuori un vero e proprio miracolo del gusto. Spettacolare!
Gli altri due appuntamenti fondamentali sono quelli delle nove di mattina e delle 18 di pomeriggio con l’ intera flotta via radio SSB. Un moderatore sempre della flotta che cambia giornalmente chiama ad una ad una le barche che devono dire qual’ è la loro posizione, il vento, le ore motore e se hanno problemi di qualsiasi genere. Alla fine della “roll call” ci si scambia le cosniderazioni sulla giornata,  sulla meteo  e sui vari problemi di ciascuno. Noi abbiamo dato in dieretta la ricetta della “flyng fish soup” che ha avuto un enorme successo. Per il compleanno di Enzo che ovviamente abbaimo pubblicizzato in radio, alcune barche ci hanno cantato tanti auguri mentre uno con la pianola  ha suonato happy birthday!
Poi c’è il momento cinema in genere nel pomeriggio e poi cena e turni di guardia.  E via cosi!

Al momento abbiamo seri problemi a ricevere e a mandare mail, come penso vi abbia già detto Pietrino, infatti non so quando leggerete questa! Comunque qui va tutto ok stiamo tutti bene e speriamo di arrivare per benino a hiva hoa.
Bacio tutti ma piu di tutti i mei bambini che sono impegnatissimi in gare di sci quotidiane.

baci baci ragazzi!!!