LE MARCHESI:UNPARADISO. I MARCHESIANI POPOLO PIENAMENTE CONSAPEVOLE DI VIVERE IN UN PARADISO 

CS6R1924E insomma dopo il trans le cose si sono un po’ aggiustate. HIVA OA l’isola dove siamosbarcati è un centro abbastanza vivo. CI sono uno o due ristoranti, la posta, la banca, il campo da calcio, il campo di bocce enorme, la base militare, tutto curato e pulito. ATmosfera rilassata e di assoluta sicurezza. dal porto al paese c’è una passeggiata di circa mezz ora che sembra l interno di un giardino botanico: hibiscus, buganvillee, frangipane profumatissimi, e non parlo di piante come siamo abituati a vedere noi, ma di alberi enormi. E poi alberi di limoni, di pompelmi enormi, alberi del pane, banani e manghi. Manghi immensi secolari enormi bellissimi ma … anche qui la stagione è appena finita e quindi niente manghi. Sarà questa la costante dell isola un tappeto verde con montagne che raggiungono anche i mille metri tappezzate di alberi fioriti e alberi da friìutta. TErminate le formalità di ingresso facciamo subito la obbligatoria visita al cimitero ove riposano Gauguin e Jacques Brel e al museo di Gauguin. Incontriamo una donna taxista che ci scorrazza per il piccolo paese e sopratutto ci fa conoscere alcuni alberi di frutta a noi sconosciuti. Qui tutte le donne portano sempre, cambiandolo magari più volte Al giorno perché siano sempre freschi, dei fiori di frangipane o di hibiscus nei capelli. Le chiediamo di portarci e comprare la frutta dove la compra lei è scoppia a ridere dicendo che lei non la compra – dopo di che imbocca una strada in salita e dopo essere passata dalla chiesa a chiedere qualcosa al padre che è il diacono ci fa scendere dalla macchina in una zona sotto la montagna dicendoci che quello è il loro campo. Tira fuori tre grossi sacchi di iuta e ci chiede di seguirla non prima di aver impugnato un affilatisimo macete. Procediamo in questa vera e propria giungla in salita con lei che a dispetto del suo fisico tozzo e ciccione risulta agilissima nell inerpicarsi. Dopo un quarto d ora giungiamo in una piccola pianura tutta ben curata con una fontana d acqua fresca e un giardino che sembrava un eden: ci fa cominciare a raccogliere dei pompelmi grandi come angurie, frutti dell albero del pane, degli altri frutti di cui non ricordo il nome tra l’ arancione e il giallo ma buonissimi , Licys alberi di licis che si spezzano dal peso, banane, papaie, avocado, fruit passion, e persino peperoncini. Riempiamo le sacche e per ogni frutto ci spiegava una ricetta per il pompelmo la marmellata per l’albero del pane il modo di cucinarlo etc.

Insiste per farci salire ancora più in su e ne valeva veramente la pena. La vista era magnifica: sulla sinistra un picco di montagna verdissimo con un sottobosco di palme d altura che nn avevo mai visto, a destra l oceano! Comunque è veramente inutile che cerchi di spiegarvi com era tanto non renderei l idea. E in quel momento le dico ” upu ( il nome della nostra tassista e ormai guida) ma questo è un paradiso! E lei molto serenamente mi risponde : lo so, noi viviamo in un paradiso.

Insomma è nata un amicizia. Ci ha presentato marito figli e padre.

OVviamente cerco il colpaccio e le chiedo prendendola alla lontana se ci sono delle famiglie che fanno da mangiare tipico marchesiano e ospitano nelle loro case. DApprima dice che proverà a chiedere a qualcuno ma dopo l ennesimo consulto con i familiari ci dice che può organizzare lei la cena per l indomani sera!!!!!

Il giorno dopo abbiamo fissato per fare il giro dell isola per arrivare praticamente dalla parte opposta e vedere la zona dei TIKI ovvero delle grandi statue di pietra che raffiguravano i loro dei. TRe ore anda e tre ore rianda in mezzo alla foresta pluviale su strade impervissime in una giornata di pioggia battente, ma ne valeva la pena. ABbiamo attraversato alcuni villaggi nati in prossimità di un insenatura sulla costa costituiti da non più di 10 -20 case con gli abitanti dediti alla pesca e alla raccolta del cocco che viene messo su enormi grate coperte posizionato sopra per da un tetto su rotaie a seccare. Appena piove il tetto viene spostato sopra la grata e il cocco continua ad asciugarsi verrà usato ci hanno detto soprattutto per le creme solari. DOpo la sosta a questo piccolo tempio con il tiki più grande della Polinesia ci fermiamo sul retro della chiesa cattolica e lei tira fuori dalla sua borsa frigo qualcosa come un chilo di tonno rosso crudo con ginger cipolla e olio. Non mettono il limone xche lo farebbe cuocere e loro lo mangiano crudo. Pulisce due avocado mescola il tutto affetta due baguette evvvaiiiiiiii !!!!

SUlla strada del ritorno abbiamo cercato di approfondire con lei la questione dei tanti omosessuali dell isola e ci ha confermato che non c entrano assolutamente nulla i retaggi di una antica cultura matriarcale ma che semplicemente nascono così, ” e la natura!”

La sera benché ancora sazi dalla chilata di tonno crudo ci vengono a prendere al molo con due macchine una guidata dalla fidanzata del figlio che indovinate come si chiamA?????? FALCHETTO CHRISTA!!!!! Il nonno era italiano giunto qui nelle lontanissime marchesi prima della seconda guerra mondiale e prima di morire in quella guerra ha pensato bene di generare sette figli che hanno riempito di falchetti le marchesi.

Cena sontuosa marchesiana con circa 15 persone sedute sulla lunga tavolata imbandita e con il sottoscritto invitato a fare la preghiera prima dell inizio, alla presenza del vecchio padre diacono della chiesa locale. Il marito di upu e francese ed e a HIVA OA da quando fece il servizio militare . In Francia la regola è un anno di servizio militare in Francia o due nei territori di oltre mare. Lui ha scelto di stare due anni al sole ci ha detto e non è mai più rientrato. In 30 anni che vive lì è tornato in Francia solo una volta., perché ci ha detto “qui è un paradiso e il paradiso non si lascia”

Upu fa dei bellissimi quadri con la sabbia dei tatuaggi tribali maori e ne ho acquistato uno con quelli dei Pizzetti delle donne maori che vi farò vedere appena riavremo la linea come si deve, non presto quindi. Prima di lasciarci upu mi prende in disparte e vuol farmi vedere la foto di suo fratello che vive a Parigi e mi mostra la,foto di una donna con lontane sembianze mascoline dicendomi che anche nel caso di suo fratello la natura ha deciso così!!!! Insomma davvero poca discriminazione nei confronti del terzo sesso e serena accettazione del fatto che se la natura decide vuol dire che va bene così. Resta il fatto che non è normale un così alto numero di “errori” della natura su numero così basso di popolazione. C’è sicuramente qualcosa che ci sfugge. Insomma serata bellissima finita con baci e abbracci e domani si parte per la mitica FATU IVA

 

HIVA OA ISOLE MARCHESI. TERRA DOPO 20 GG E 23 ORE. LA NOSTRA COCONUT MILK ROUTE E FINITA

.
E finita! Alle 10,57 del 21 marzo 2017 dopo 20 gg e 23 ore di navigazione e oltre 3.300 miglia percorse cioè 400 in più rispetto alla linea diretta, eccoci giunti insieme alla primavera a HIVA OA la prima delle isole dell arcipelago delle marchesi così chiamato dal suo scopritore nel 1595 dallo spagnolo Alvaro Mendana in onore della marchesa di mendoza moglie del viceré del Perù. Nel 1774 vi arrivò cook e nel 1842 i Francesi.
Siamo arrivati dopo una notte al cardiopalmo dopo aver superato tre o quattro barche negli ultimi due giorni. È stata una notte d estasi con un cielo iperstellato una brezza di 15 kn la barca che filava come su un binario a 7 nodi dritta e silenziosa. Nessuno voleva andare a dormire e i turni sono completamente saltati. Alle 5 del mattino mi sono ritrovato solo in pozzetto e sul far dell alba ho intravisto la silhouette dell isola. CI siamo ritrovati a 15 miglia dalla finish line in cinque barche dopo 3.300 miglia. Fantastico. Tra l altro quello dietro di noi era thaistlai come skipper il famoso chris Tibbs che al briefing della partenza dell ARC ci fece la lezione proprio sulla navigazione e la sicurezza in oceano. Insomma un autorità della vela oceanica e trovarcelo alle spalle ci ha inorgoglito come non mai. Prima della finish line ci siamo parlati al VHF e ci ha fatto i compimenti!!! A noi???!!!

Tagliata la linea di arrivo siamo tutti scoppiati in un pianto di estrema commozione e felicità indescrivibile. Siamo entrati nella baia sulle note del nessun dorma (all alba vinceraaaaaa) della turandot cantata da Pavarotti e sparata sull altoparlante con le barche già alla fonda che applaudivano e noi applaudivamo loro è stato un Tripudio. IL rally control che ci comunicava l avvenuto,passaggio della finish line dicendoci “ocean bird congratulation You crossed the finish line. WELCOME IN FRENCH POLINESIA Davvero intenso!

La traversata ha confermato il suo nome. E chiamata infatti COCONUT MILK PASSAGE, cioè la traversata nel latte di cocco. Ed in effetti è stata davvero memorabile lunga, molto lunga ma con venti tutto sommato costanti e mai intensi con grossi squalls nella fascia di convergenza intertropicale ma dai 7 gradi sud in poi tutto assolutamente tranquillo. La barca ha retto bene e questo a conferma del grosso lavoro di manutenzione su tutte le manovre e in particolare sulle drizze che ci avevano mollato in Atlantico. Vuol dire che abbiamo lavorato bene. Niente avviene per caso.

Abbiamo pescato il giusto ma perse le prime due esche di dimensioni piccole , le grandi sono state divorate da grossissimi predatori che o ferravano la lenza e dopo poco strappavano tutto oppure addirittura tagliavano di netto la lenza senza neanche far partire il mulinello. Insomma l ultima l abbiamo persa a circa 100 mg dalle isole e quindi finita la,pesca. LA qualcosa e anche per certi versi positiva così evitiamo di incorrere nel pericolosissima infezione intestinale della CIGUATERA malattia che colpisce chi mangia pesci che si nutrono di alcune alghe tossiche della barriera corallina. Provoca fortissimi dolori intestinali, febbre alta, senso di bruciore alle mani e ai piedi, ed e davvero pericolosa e i sintomi durando anche sino a due mesi. Insomma una iattura. Qui quindi il pesce evitate di pescarlo e comunque fatelo vedere ai locali come si fanno vedere i funghi. Donato è stato un vice comandante perfetto Enzo ha portato il suo buonumore un po da Er piuttosto e Nico la sua freschezza e curiosità oltre che un pezzo di Vito. PAolo ….. tutto il resto!!!

Appena giunti in porto e scesi a terra abbiamo trovato un comitato di accoglienza di donne polinesiane che ci hanno messo al collo la mitica collana di fiori freschi e profumatissimi. È vero, la tradizione delle collane di fiori resiste ancora. Ho detto donne ma non è completamente vero. Infatti mentre la prima di queste mi bacia e mi metteva la collana ero un po’ interdetto perché mi ricordava un po’ ” u granatiere” noto trans delle cascine anni 90 brutto e muscoloso. Ed infatti a guardalo meglio sembrava un trans a tutti gli effetti. Con la mia solita discrezione ho chiesto subito ad uno degli organizzatori che mi ha confermato la natura mascolina del soggetto spiegandomi che in queste isole sono molto molto diffusi poiché essendo originariamente una società matriarcale il patrimonio andava alla prima figlia femmina e che tutte le famiglie che non avevano una figlia femmina facevano del primo maschio una femmina appunto. Indagherò più a fondo su questo aspetto della civiltà marchesiana però c…o proprio il travesta mi doveva accogliere dopo 20 gg di mare???????
Ovviamente qui internet è una chimera quindi non so quando potremo pubblicare questo articolo i prossimi è un po’ di foto. Voglio ringraziare pietro valente che ci ha aiutato nella pubblicazione delle news durante la traversata e il mitico Roberto Fagnoni che ci ha seguito costantemente e che ancora non riusciamo a chiamare xche anche i telefoni sono ballerini. Rob di la verità ti sei un po’ pentito a non essere venuto vero??????
Vabbè vedo di trovare le cartine x intendente e andiamo alla scoperta dell isola. 

Baci a tutti ma più di tutti ai miei bambini e più di tutti ala mariasole che è arrivata seconda alla sua gara di sci. Brava marionaaaaaaaaa

STANNO ARRIVANDO!!!

Altro che GP di moto … finale incandescente e notte di passione: sorpassi e controsorpassi tra Ocean BIrd e Taistealai che, venendo da sotto come un corsaro ha piu vento e con angolo piu favorevole, ma i nostri contrattaccano e dopo essere stati superati dopo mezzanotte UTC hanno recuperato in mattinata ed ora (h08:00) hanno ben 2,4nm di vantaggio (certo dopo 3121 nm fatte sembra impossibile battersi sul filo di lana cosi). Ed ormai Skyelark of London si è rassegnata relegata dietro a ben 7,1 nm di distanza (ma occhio a non mollare che spesso gli ultimi saranno i primi…. qualcuno lo diceva sempre). Arrivo previsto per le 15:44 UTC (le 16:44 per noi) TUTTI DAVANTI ALLA TV ( Rete MARCHESI !! Canale 1121)

Ringrazio Roberto per questa mail!

Stay tuned…

 

17 A giorno di navigazione. venerdi 17. troppi 17:giorno nefasto!!!

Posizione:

09036.924 S
131032.335 W

 

Ecche vi devo dire? ci crediate o non ci crediate qui da noi a 500 mg dall arrivo il giorno 17 venerdi e stato giorno nefasto!

Verso mezzogirono mentre facevo il mio “ten minutes check” cioe il controllo dell intera barca da poppa a prua esaminando tutti i punti sensibili sembrava tutto ok quando alzando lo sguardo verso l albero di mezzana in genere il piu trascurato, mi si e gelato il sangue. Un grosso squarcio di piu di mezzo metro era presente all altezza dei due terzi della vela dalla balumina verso l’inferitura. Do l’ allarme ammainiamo subito la vela e perdiamo immediatamente quasi un nodo di velocit`. Non e chiaro come mai si sia aperta in quel punto non e un punto di usura ma probabilmente doveva esserci una piccola apertura che non abbiamo visto e ha prodotto un taglio ben piu largo. Tiriamo fuori il kit di riparazione vele cioe ago e filo specifico, ma ben presto ci
rendiamo conto che riparare una vela cucendola senza sapere come fare ( non essendoci a bordo Pietrino Valente il figlio di Donato che invece avrebbe fatti tutto benissimo!) puo produrre danni irreparabili alla stessa e allora optiamo per una piu semplice
e meno invasiva applicazione di una doppio strato di strep per vele. Vuol dire lavare bene il punto della rottura sgrassandolo e lasciandolo ben asciugare e poi applicare il nastro con attenzione schiacciando bene appena posizionato in modo da farlo ben aderire ed evitare bolle di aria. Applichiamo un doppio strato da ambo le parti e riissiamo. Sembra vada bene e tenga e ripartiamo. IN tutto circa tre ore di lavoro. che per fortuna ci hanno fatto passare il pomeriggio velocemnte. Verso le sei il vento cala e cambiamo il gennaker pesante con il leggero ma ha continuato a scendere ed e stata una notte terribile con la barca che con poco vento era in preda alle onde che ci sballottolavano da destra a sinistra inesorabilmente in un valzer scoordinato e intermi
nabile. In piu i groppi che si susseguivano e che generalmente fanno aumentare la direzione del vento senza mutarne troppo la direzione, facevano invece in questa bizzarra notte rotare il vento di 90/100 gradi con vele a collo e incaramellate e rotta ver
so nord!!
All alba con il nuovo giorno ( 18!) miracolosamente il vento e aumentato e si h riposizionato da ESE con circa 15/18 Kn e quindi siamo rinati a nuova vita!!

A proposito ma lo sapete xche il 17 porta sfortuna? La tradizone viene dai tempi dei romani quando in numero 17 si scriveva XVII che anagrammato dava la parola latina VIXI cioe vissi insomma ho vissuto e quindi ora sono morto ! ed ecco perche portava sfiga.
La prossima volta che mi trovo in pacifico il 13 vi diro perche porta sfiga anche quello!

Mentre scrivo siamo a 439 mg dall’ arrivo e devo dire che non vediamo lora.
Vi tengo aggiornati sugli ultimi sviluppi.

Baci solo a miei bambini,

Piero

 

MINGHIAAAA!!!! e quando si arriva???

SEDICESIMO Giorno di navigazione

800 miglia da Hiva Oa

Posizione:

09.49.838 S

126.10.865 W

Be’ devo dire che non ce la stiamo passando male. Il vento da tre giorni soffia costante da su est sui 20 Kn e ci consente di fare miglia importanti. Due giorni fa 175nm, ieri 190 nm nelle 24 ore. Tutte con VMG perfetta.

Dritti su Hiva Oa. Ora siamo allo stesso grado di latitudibne di Hiva Oa ma il vento ha un po’ girato e ci costringe ad una rotta un po’ piu a nord del nostro waypoint ma va benissimo cosi. Ieri alle sette e mezza di mattina abbiamo festeggiato le 999 miglia
all arrivo che detto così sembrano poche ma sono praticamente le miglia dalla turchia a punta ala!

Il grande Roberto Fagnoni che ci fa da router prevede una drastica riduzione del vento a circa 250 nm dall arrivo ma li avremo abbastanza gasolio per fare l’ ultimo tratto a motore, anzi come dicono qui “we can start the donkey!”
Da questa notte non si scherza più sulle guardie notturne. Fino a dora devo dire che con buona pace di Pasquale abbiamo fatto un po i cazzoni perche davvero non c’era nulla da verificare sulla rotta. Se non  tutti i rumorini della barca che ti assicurano che tutto procede per il verso giusto o ti allarmano, perche quel rumorino che  sino ad ora non si sentiva e sino a quando non capisci cos’è non ti dai pace. Con l’ avvicinamento alla terra occorre tutta l’ attenzione possibile. Pertanto abbiamo deciso che le guardie saranno da due come sempre ma a turni di 30 minuti ciascuno, si sta in piedi al timone cosi non ci si  può addormentare e controllare fuori con piu occhio. Ed infatti stanotte abbiamo incrociato il primo peschereccio oceanico senz ais e che chiamato al VHF non ci ha risposto. Insomma serve OKKIO!!!

Stiamo esaurendo le cose da fare e il motto “mai fare oggi quello che puoi fare domani”. cioe una cosa al giorno, impegniamo un po i tempi morti e il resto lo conserviamo per i tempi  morti del giorni successivi.

La barca risponde egregiamente e  anche noi tutto sommato stiamo molto bene. Ci sembra anche di essere nelle posizioni di testa della flotta ma quello ci interessa davvero il giusto.  Abbiamo definitivamente detto addio alla canna dopo che l’ ennesima creatura enorme ha tranciato di netto la lenza. Questi non possono che essere squali perchè per la terza volta abbiamo trovato la lenza tranciata di netto senza aver mai sentito il cicalino. Cioè è arrivato ha dato il morso a tutto compresa la lenza e arrivederci!!!

Ieri pulizie di primavera con tutti i cuscini fuori e lavaggio interno della barca, disinfestazione dalle cuccarace che dopo un periodo di silenzio cominciano a farsi rivedere dalle parti della cucina. Il mio dente purtroppo non sembra rispondere bene nonostante porti l’ apaprecchio praticamente sempre. Ha comiciato a diventare scuro e la gengiva ad alzarsi mi sa che è andato! Speriamo solo che non mi faccia male sino all arrivo. Alex Spacocci preparati …… appena arriviamo ti chiamo cosi mi dici che devo fare!!!

Ok ora vado a tavola rigatoni con ragu alla bolognese mentre la barca fila a 9 Kn diretta su Hiva Oa. ma e che vuoi di piu?? un lucano????

baci a tutti ma piu di tutti ai miei bambini che mi hanno detto che a casa gli alberi da frutto sono tutti in fiore e mi mancano da morire.

Piero